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Nik's Harley-Davidson Pordenone NIK'S HARLEY-DAVIDSON Harley-Davidson

5 - 8 LUGLIO 2018: 115░ @ PRAGA

giovedý 5 luglio 2018

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immagine evento

5 - 8 LUGLIO 2018: 115° @ PRAGA

 

5 luglio 2018…inizia uno dei Run più importanti della stagione, se non IL Run del 2018.

L’avvenimento è di portata internazionale: si tratta del centoquindicesimo compleanno di Harley-Davidson!

Parliamo di grandi numeri: più di 100mila visitatori, più di 60mila bikers, una parata da 4mila moto, un enorme spazio fieristico dedicato al mondo Harley!

Secondo voi il Friuli Chapter poteva esimersi dal partecipare? Certo che no!

Un evento a cui molti di noi non hanno voluto mancare, anche se la prospettiva di 850 chilometri tutti in un giorno, magari alla guida di uno Sportster, non era proprio così invitante.

Ma questo era uno di quei casi in cui il bello non sta nel viaggio ma nella meta…e che meta!!

Il sito dice “il luogo che hai sempre desiderato visitare” ed effettivamente Praga per molti è proprio questo. Qualcuno c’era già stato, altri come me desideravano andarci da un po’, perché i commenti sulla città sono sempre stati entusiastici e quindi quale migliore occasione per verificarli.

Oltretutto anche il percorso non è male, sebbene totalmente in autostrada. Abbiamo attraversato le Alpi, l’Austria e una buona parte di Repubblica Ceca e il paesaggio circostante per molti tratti è davvero splendido: monti, colline, corsi d’acqua e paesini da presepio, fino ad arrivare all’ultima parte in cui solo due sono i colori, il verde di prati e boschi e il giallo dei campi di grano a perdita d’occhio.

Ecco quando invidio le passeggere…è un peccato dover guidare e non potersi abbandonare a così belle viste!

Ma torniamo a noi. A quella quarantina di soci del FCI su 28 moto che giovedì mattina sono partiti di buonora per la piccola vacanza, quasi tutti col gruppone più altri cinque per conto proprio causa impegni.

Da Gemona in poi, alla guida c’è Luca (stavolta con Marzia come guardaspalle) e i suoi prodi Road Captains Andrea, Giuseppe e Stefano, seguiti dal boss Nik con Alberto di scorta; in coda i due Safeties Federico e Niki con la sua Lady Elisa a sorbirsi negli auricolari le imprecazioni lanciate contro i geniali automobilisti che di volta in volta cercavano di superare il gruppo da destra o volevano infilarsi tra le moto.

La giornata è un po’ lunga, con le consuete soste carburante/bagno/merenda, che verso la fine diventano quasi una manna per raddrizzare un po’ la schiena. Il tempo fa un paio di capricci rovesciandoci addosso improvvisi piovaschi che tutto sommato, a parte la visibilità, non danno neanche tanto fastidio, quasi un sollievo dai colpi di calore che salgono dal fondo stradale.

Arriviamo a Praga che ormai sono le 20:30 e dopo aver parcheggiato ci concediamo una gran birra tutti insieme al bar dell’hotel…grazie Nicola, ci voleva proprio!

Purtroppo a quanto pare a questi dell’hotel non gliene frega niente se arriva una banda di motociclisti affamati; il ristorante chiude alle 22 e non c’è speranza che ci preparino qualcosa da mangiare. Siamo anche un po’ in periferia e in una zona residenziale che non dispone di locali che ci possano ospitare. Troppo complicato arrivare in centro con i mezzi, troppo stanchi per risalire in moto, la mappa ci suggerisce un McDonald’s ad un paio di chilometri e così non ci resta che una “bella” passeggiata fino al centro commerciale e ritorno.

La mattina del venerdì la città e la festa ci accolgono con un cielo grigio e qualche goccia di pioggia, ma non esiste che ci facciamo scoraggiare da questo. Partiamo in formazione, attraversiamo la città e le sue strade, tanto sconnesse da far invidia alla nostra Roma Capitale, per arrivare finalmente al luogo deputato per l’evento: l’area fieristica di Holešovice, a nord di Praga.

E qui cominciano le meraviglie! Intanto per le dimensioni, perché l’area è enorme, parcheggi, palchi per la musica, un’arena con schermo gigante e fontane, zone espositive per Harley e Jeep, con una mostra di moto che, partendo dai primissimi modelli, perfettamente conservati, arriva fino alle novità del 2018; e poi un’area per famiglie e bimbi, stands dedicati all’abbigliamento, ai ricambi, agli accessori e naturalmente street food per tutti i gusti. L’organizzazione, anche quella in grande stile, con personale pronto già dalle strade antistanti ad indicare la direzione per quelli già autorizzati o per la consegna dei braccialetti a chi ancora si deve accreditare.

Il resto dello spettacolo lo diamo noi, motociclisti agghindati su moto lucidate a festa, Harley e Harleysti di tutti i tipi, provenienti da ogni parte del mondo.

Non me ne vogliano gli altri marchi, ma H-D è davvero un pianeta a parte; forse perché ne faccio parte, ma credo che esistano le Harley da un lato e “tutte le altre” dall’altro! Possono piacere o meno, sia le moto che i motociclisti, ma raduni (se così li vogliamo chiamare) di queste dimensioni e con questi numeri non sono proprio da tutti.

La nostra giornata trascorre piacevolmente rilassata. Dopo aver parcheggiato le moto, come bambini sotto l’albero la mattina di Natale, andiamo tutti a ritirare i nostri “doni”, maglietta, patch, pin, gironzolando tra gli stand, e poi ci perdiamo a far foto tra le moto vecchie e nuove in esposizione. In breve è ora di pranzo e ci dirigiamo in centro verso il ristorante tipico U Fleků, una meraviglia scovata da Manuela, con architettura e decorazioni che ci lasciano a bocca aperta.

Intorno alle 14:30 lasciamo i panni dei motociclisti e come bravi scolaretti in gita ci addentriamo per le vie del centro in compagnia di una gentile guida che ci fa conoscere alcuni dettagli della città, incluso il trucco finale su come toccare correttamente una certa statua di bronzo, secondo tradizione, per avere una super fortuna e poter tornare a Praga. A me sembra che siamo arrivati fin qui insieme e che questa sia già una super fortuna, ma non mettiamo limiti alla provvidenza!

Dopo un passaggio alla festa Harley, diventata ormai una piacevole baraonda man mano che i partecipanti aumentano, la serata di venerdì prevede la cena tutti insieme in un altro ristorante del centro, onestamente un po’ meno attraente del precedente, ma non era certo facile trovare qualcosa di altrettanto bello.

Dopo la cena il gruppo si divide, qualcuno in hotel, qualcuno in centro a passeggiare, altri di nuovo a far festa. L’appuntamento per alcuni è alla mattina presto: per chi è stato sorteggiato e vuole partecipare c’è la parata, per gli altri il sabato è libero. Ci siamo mossi a gruppetti, un po’ a fare i turisti, qualcuno a riposare, altri a fare shopping, per altri ancora la nostalgia del cibo italiano era troppa e hanno accontentato la gola con una buona pastasciutta.

Nel tardo pomeriggio la fortuna sorride alla nostra Elisa che viene chiamata urgentemente all’evento dallo staff HOG in quanto sorteggiata vincitrice di un premio che consiste in un grande pannello che “racconta” i 35 anni di HOG attraverso l’esposizione di tutte le patches e pins annuali.

Non ero presente, ma credo abbiano fatto un bel po’ di foto lei e il pannello con Nicola e Niki, tutti giustamente orgogliosi della vincita.

Un bel po’ di foto hanno immortalato anche i partecipanti alla parata mattutina, altro spettacolo itinerante tra le vie della città e in mezzo a spettatori festanti e curiosi. Stare lì in mezzo per quanto mi riguarda è stata una bella emozione, nonostante la lunga attesa e non fosse la prima sfilata a cui partecipavo. Unica pecca secondo me il fatto di dover intervenire come singoli e non come Chapter, che ha portato sette di noi a partire col primo gruppo, altri cinque col secondo e tre col terzo. Avessimo potuto stare tutti insieme, sono certa che ci saremmo fatti notare come gruppo.

La parata è stata l’occasione per vederne letteralmente di tutti i colori, come moto e come persone. C’era Babbo Natale, c’erano gli emuli dei Kiss, c’erano caschi spaziali e da vichingo, addobbi di pelliccia e parrucche colorate, Harley piccole ed enormi Trike e anche qualche infiltrato (un’Aprilia per esempio); c’era chi continuava a lucidare la moto, chi sventolava la propria bandiera (anche i nostri Fedez e Susi, orgogliosi friulani) e chi di bandiere ne aveva due, come i ragazzi che abbiamo conosciuto: una giovane coppia calabro/pugliese che vive a Londra. Tra gli stranieri spiccava un nutrito gruppetto di cinesi, che, mi sono detta, “arriveranno da qualche Chinatown europea”; forse era così, però le moto erano cinesi, cioè americane, ma con targa cinese! In ogni caso complimenti! Insomma, gente da tutto il mondo, perché i nomi dei chapter che ho letto sui gilet sono stati davvero tanti.

Chicca finale del sabato la cena in un locale davvero carino, il Charles Bridge, proprio sotto l’omonimo ponte storico, dalla cui terrazza si gode una suggestiva vista della torre. Un’altra bella e rilassante serata insieme passa velocemente e viene solo leggermente guastata sul finale dal conto delle bibite, quando scopriamo che una bottiglia d’acqua costa tre volte più di una birra! Non me ne voglia Susi, ma l’abbiamo sempre detto che l’acqua fa male.

La chiusura notturna è a discrezione, ma molti preferiscono rientrare in hotel…domani ci aspetta un po’ di strada.

Il ritorno scorre abbastanza tranquillamente, qualche goccia di pioggia, ma in compenso meno traffico e camion e come sempre verso la fine il gruppo si divide per le proprie destinazioni, fino agli ultimi che tradizionalmente terminano il Run con una meritata bevuta al “Cagalatte”.

Che altro dire su questa bellissima avventura?

Che è stata un po’ impegnativa, ma che ne valeva proprio la pena; che sono esperienze che si ricordano nel tempo; che siamo stati bravi perché tutto è filato liscio; che l’organizzazione è stata ottima e che questo lungo report può chiudersi solo con i ringraziamenti…sarei un po’ restia a fare dei nomi, solo perché è alto il rischio di dimenticare qualcuno, ma mi sembra doveroso e chi dovesse rimanere fuori mi perdonerà.

Grazie Nicola e Mariuccia, grazie Gina, Giulio, Alberto, Manuela, grazie (in rigoroso ordine alfabetico) Andrea, Federico, Giuseppe, Luca, Niki, Stefano. Grazie a tutti i partecipanti per aver contribuito, ognuno a modo suo, a migliorare e rendere speciali questi quattro giorni. Grazie F.C.I.!!!

 

Antonella

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