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Nik's Harley-Davidson Pordenone NIK'S HARLEY-DAVIDSON Harley-Davidson

Roma 110░ Anniversario Harley-Davidson

giovedý 13 giugno 2013

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TUTTI A ROMA!

 

Uno dei due eventi mondiali proposto da Harley Davidson per festeggiare i 110 anni dalla fondazione è proprio a “casa nostra”, e diventa quindi assolutamente imperdibile; ci organizziamo per tempo, come si deve; mobilitiamo la nostra macchina da guerra, Egidio,  per noi l’ottavo “Re di Roma”, come lo chiama Dino (Francesco Totti, ma chi sei?); Egidio individua per tempo un ottimo hotel nel centro città, ci va di persona, e da quel momento in poi tempesta di mail e telefonate il povero addetto alla reception, che praticamente gli lascia fare tutto quello che vuole, incluso monopolizzare il garage tutto per noi.

Non resta che saltare sulla moto, e via; alle 8 e 45 di giovedì 13 giugno dell’anno di grazia 2013, 44 persone su 27 moto si ritrovano per le istruzioni di rito, e subito dopo si parte; all’ultimo momento dobbiamo rinunciare alla compagnia di Bepi e Gina (le ragazze sul più bello hanno sempre il mal di pancia o il mal di testa…); il morale della truppa comunque è altissimo, il tempo è buono, non piove (questo è già tanto, per le nostre abitudini), i nostri bravissimi Road Captain Michel, Niki, Salvatore, ci portano sani e salvi in quel delirio di traffico che è la nostra Capitale.

Invadiamo l’hotel, e poi scatta la corsa al ristorante; a Roma si mangia bene dappertutto, la questione è solo non farsi spennare.

La mattina di venerdì, il Chapter si muove verso il Foro Italico, dove sono allestiti alcuni stand e un palco per la musica; non c’è granchè da fare o da vedere, fa pure un gran caldo, e dopo un paio d’ore facciamo rotta verso Ostia. Ci si arriva a passo d’uomo, in città lo sciopero dei mezzi pubblici riversa sulla strada decine di migliaia di auto e di scooter, e scopriamo rapidamente che qua si guida in modo creativo e originale; insomma, c’è da fare attenzione e da portare pazienza.

In compenso, il colpo d’occhio, all’arrivo a Ostia, è da brivido; la strada chiude alcuni km prima del Villaggio Harley, per diventare un lunghissimo posteggio, ai due lati della via, di moto sfavillanti in mezzo alle quali passiamo in parata; in prossimità del Villaggio, è allestito un enorme posteggio che è un formicaio di moto, fra le quali troviamo posto “alla romana”, ossia dove capita…

Il Villaggio è il clou della festa; è uno spazio enorme, nel quale tre grandi strutture con posteggio sul tetto sono state adibite a stand; queste tre aree di parcheggio sono state attrezzate ad area espositiva, sia organizzativa che commerciale che gastronomica, e farsi spazio fra la folla è un’impresa; il tempo è sempre bello, sole e caldo la fanno da padroni fra una babele di lingue, di magliette colorate e di insegne di Chapter di ogni dove; chi prende il sole, chi si tuffa in mare, fra rombare di motori e barche stupende ormeggiate tutto intorno; insomma, per noi patiti delle nostre belle moto, una visione spettacolare.

Il giorno seguente, sabato, è dedicato alla grande parata; noi, per evitare il caos, ce ne andiamo a spasso per i castelli romani, con approdo finale da un porchettaro di gran classe ad Ariccia; quando arrivano i vassoi stracarichi di porchetta, si leva un boato di apprezzamento verso l’ottavo re di Roma, apprezzamento più che meritato perché, alla fine, senza volere mancare di rispetto a nessuno, è lui l’artefice di questo splendido viaggio. Grazie Egidio.

Il sabato sera, il gruppo marcia nuovamente verso Ostia, per partecipare alla serata clou della grande festa; musica, amicizia, allegria, qualcosa da mangiare giusto per spirito di autoconservazione.

La domenica mattina, recuperata a fatica la lucidità dopo i bagordi notturni, si fa rotta quasi tutti verso casa; fra chi rimane a Roma, ci siamo anche io e Maria, sorteggiati a portare le insegne del nostro Chapter fra le 1400 moto ammesse in Vaticano per la benedizione del Papa; sveglia alle 5, arrivo a San Pietro già affollato di moto alle 6 e mezzo, caffè urgentissimo, e via con la cerimonia.

Si chiude così questa bella avventura, il viaggio più lungo del Chapter per lo meno negli ultimi 4 anni, affrontato con ottima organizzazione da parte del Direttivo, e con il consueto “spirito di sacrificio” da parte di tutti i soci.

Ciascuno torna a casa con il proprio bagaglio di emozioni e di ricordi, ma anche con un bagaglio in comune, quello dell’amicizia; è proprio questo il segreto che permette di affrontare lunghi viaggi, le più disparate situazioni, positive o negative, con la tranquillità di sapere che c’è sempre vicino a noi qualcuno su cui contare o su cui appoggiarsi o che possiamo aiutare o sostenere, supportare o (perché no?) sopportare, ma senza mai sentirsi soli; la differenza fra sentirsi lupi solitari o sentirsi un team. Noi, siamo un team.

E’ quasi un peccato dover tornare a casa, li mortacci….

                                                                                                                 

                                                                                                                                     Guido

 

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